Blog

Mostre

“Pyongyang Rhapsody – Fabbrica dell’intelligenza” – ZAC Cantieri Culturali alla Zisa (Slide show)

La mostra “Pyongyang Rhapsody | The Summit of Love”, curata da Laura Francesca Di Trapani, ricade tra le manifestazioni di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e promossa dal Comune di Palermo, è organizzata dalla Fondazione Jobs.
12 giugno 2018: avviene lo storico incontro tra il presidente Donald Trump e il leader Kim Jong-un. Sette mesi dopo, a Palermo, si “celebra” la pace tra Stati Uniti e Nord Corea. Che nella rappresentazione di Max Papeschi e di Max Ferrigno, diventa il palcoscenico surreale di un confronto forzato e irridente, grottesco ed inverosimile. Che i due artisti sbozzano ad arte, creando un gioco di specchi tra i due personaggi: e dichiarando senza trucco e senza inganno, la loro spasmodica fascinazione nei confronti dei due leader, ognuno a suo modo, totalitario. (fonte: https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/pyongyang-rhapsody-the-summit-of-love/)

Fotografie e montaggio: Salvatore Clemente (https://angolinodelfotoamatore.blogspot.com/)

Brano musicale “Marcetta” di Duilio Saito e Piero Alicò

Copyright riservati

Annunci
Mostre

“Amare … per esistere” – Tre Navate ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo

Venerdì 8 febbraio 2019, presso il padiglione Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, si è tenuta l’inaugurazione della personale dell’artista e noto fotografo internazionale Ciro Zizzo. La mostra, patrocinata dal Comune di Palermo, è intitolata “Amare… per esistere” ed è il risultato di una lunga gestazione creativa. Dopo anni di significative esperienze professionali negli Stati Uniti, Nord Europa e Italia, Zizzo è tornato nella sua terra natia e presenta opere inedite intrise di amore e forte radicamento per la Sicilia. La mostra sarà visitabile fino a sabato 23 febbraio 2019, da martedì a domenica, dalle 9:00 alle 18:30. (fonte: https://www.iostudionews.it/inaugurata-oggi-ai-cantieri-culturali-la-mostra-ciro-zizzo-amare-esistere/)

Reportage fotografico e montaggio: Salvatore Clemente (https://angolinodelfotoamatore.blogspot.com/)

Brano musicale: “Un diavolo per marito – Tema” di Duilio Saito e Piero Alicò

Copyright riservati

Mostre

Bianco e Nero – Collettiva fotografica presso Store Mondadori di Palermo 4-31/03/2017 (Slide show)

Slide show di trenta immagini esposte nella collettiva fotografica “Bianco e Nero” in mostra presso lo Store Mondadori di Palermo dal 4 al 31 marzo 2017.

Fotografie di: Franco Alloro, Elio Avellone, Toti Clemente, Salvo Cristaudo, Giorgio Gambino e Pino Sunseri.

Montaggio. Salvatore Clemente (http://www.toticlemente.it)

Brano musicale: “Silencio” di Anibal Palazolo

“Quando i fotografi vanno in bianco … e nero.

I fotoamatori Franco Alloro, Elio Avellone, Toti Clemente, Salvo Cristaudo, Giorgio Gambino e Pino Sunseri, che hanno deciso di esporre insieme, non sono solamente legati da una pluriennale amicizia e dall’adesione alla U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori), ma anche da tante esperienze che risalgono ai tempi della fotografia analogica e della camera oscura.
Il progetto espositivo, nato dal desiderio di valorizzare i criteri compositivi e gli aspetti tradizionali dell’immagine fissa, li ha portati a decidere di proporre, in questa occasione, solamente stampe in bianco e nero con lo scopo di sottolinearne l’eleganza, il fascino e tutte le altre caratteristiche.
Infatti, osservando una fotografia senza la variopinta distrazione dei più improbabili accostamenti cromatici, riusciamo a cogliere con maggiore esattezza dei particolari e a percepire delle sensazioni che altrimenti ci avrebbero lasciati indifferenti.
Spesso, dunque, l’assenza dei colori non impoverisce un’immagine né l’emozione che essa suscita. Anzi, come l’estimatore della musica classica ama ascoltarla ad occhi chiusi per cogliere ogni sfumatura sonora, così le fotografie in bianco e nero ci rivelano la natura nascosta e i contenuti misteriosi della realtà colta attraverso l’obiettivo. In effetti, da qualche tempo, si ricorre sovente ad un accorgimento digitale che, in fase di post-produzione, provvede a desaturare cromaticamente le immagini ottenendo facilmente un gradevole risultato, tuttavia, coloro che hanno effettuato i loro scatti anche su una pellicola sono ancora in grado, già nel momento dell’inquadratura, di “pensare” le immagini in una scala di grigi che, come suggerisce il sistema zonale attribuito ad Ansel Adams, vanno dal “bianco pulito” al “nero profondo”.
I cinque scatti esposti da ciascun autore, per non apparire come se si trattasse del confronto tra le loro “mini personali”, non vengono presentati allineati ordinatamente, ma mescolati, in una alternanza ragionata, per niente casuale. A margine dei lavori esposti appare, logicamente, il nome che ne individua l’autore.
Tutte le opere risultano alquanto significative e sono sufficienti a mettere in evidenza la tecnica, l’esperienza ed il senso estetico che sono propri dei fotoamatori creativi.” (Andrea di Napoli)

Mostre

’68 BELICE FERITO – Personale fotografica di Nino Giaramidaro (Slideshow)

“Erano le quattro del mattino nel buio di quel lunedì lungo la statale 119, da Santa Ninfa a Gibellina e poi, curvando a destra, sulla Provinciale verso Poggioreale e Salaparuta, ancora più giù l’agrigentina Montevago. In quella grande falce di paesi del Belice cìera stato l’epicentro, sinonimo elegante e docile della distruzione.
Quando il giorno si fece largo fra le pesanti nuvole, apparve Gibellina rasa al suolo. Il bombardamento di Dresda, la bomba di Enola Gay su Hiroshima. Poi Poggioreale, Salaparuta e Montevago dove sulla piazza era rimasta in piedi solo l’insegna di un distributore della Total.
Notti all’addiaccio, vagoni ferroviari pieni di deportati, le tende nel fango, la paura delle malattie, le baracche – anni e anni di vita dentro rettangoli di faesite – una punizione da rappresaglia per circa centomila della Sicilia sconosciuta. Una vergogna piena di bugie, sotterfugi, violenza, patimenti e speranze perdute.
Queste fotografie sono tentativi di ricordare quei giorni mesi e anni nel Belice ferito, umiliato e ingannato ma, per fortuna, non vinto.” (Nino Giaramidaro)

Fotografie realizzate da Nino Giaramidaro esposte in una mostra personale a Palermo, presso Libreria del Mare, dal 19 al 25 gennaio 2018

Montaggio dello slideshow: Salvatore Clemente (https://angolinodelfotoamatore.blogspot.it/)

Dalle capitali europee al capoluogo palermitano e alla provincia siciliana, con una piccola tappa nell’Algeria degli anni ’70, un viaggio a singhiozzo nel tempo e nello spazio, una serie di flash di luoghi, modi e vita vissuta attraverso trentacinque scatti dal ’68 ad oggi: è quanto propone “Punti di vista”, personale fotografica di Nino Giaramidaro, in corso a Palermo fino al 24 marzo alla Libreria del Mare in via della Cala 50 (dal lunedì al sabato, ore 9/13 e16/19.30). La mostra costituisce il quinto appuntamento del VII Ciclo di Fotografia contemporanea organizzato dalla Libreria del Mare in collaborazione con il Giornale di Sicilia e l’Azienda Planeta.
Punti di vista, espressione interpretabile sia in senso fisico che psicologico: come punto di osservazione concreta, casuale o eleggibile di volta in volta sulla base di intenti specifici; oppure come parziale comprensione di una realtà complessa, ovvero come particolare interpretazione di ciò che cade sotto lo sguardo. Tasselli di realtà irripetibili in quel continuo trasformarsi che è la vita compongono qui un omaggio all’unicità del momento. Scatto dopo scatto, si fa spazio quella malinconia che sempre si accompagna alla percezione di un tempo inesorabile. Fissandoli attraverso un linguaggio non verbale, le foto catturano quelli che l’autore chiama “piccoli momenti dell’eterno”. Prende qui forma un senso della memoria che non mira a giustificare il presente, né vi si oppone, ma è vita in atto, con il suo valore specifico e unico. Nelle immagini di processioni locali di città, paesini e borgate, o negli spettacoli tradizionali, non cogliamo tanto la registrazione di un appuntamento con un passato da risuscitare, ma un riferimento alla particolarità dell’occasione rappresentata: fioccano qua e là singolari compromessi fra passato e presente, particolari minuti che ci sviano dalla considerazione di “quanto è tradizionale la Sicilia”; così un uomo in processione per la Pasqua al “Capo” di Palermo, in una foto del ’99, non esita ad accettare da un bambino qualche patatina, di quelle tutte sfoglia in sacchetti plastificati.
Certo, nelle immagini dei terremotati del Belice, del ’68, ritroviamo drammi di ogni epoca e un’indigenza che, di qualunque colore o lingua, continua ad essere realtà. Come ogni prodotto artistico, o in generale come ogni prodotto di una cultura materiale, ogni foto può svelarci molto più di quanto non appaia allo sguardo e introdurci in un contesto fatto di gesti, parole e modi deducibili da quanto rappresentato. Chiaramente nell’approccio con la singola foto, un ruolo significativo è giocato dalla sensibilità e dal background personali, ma in molti casi immagini particolari suggeriscono atmosfere familiari abbastanza da non dover scavare troppo a fondo: per il palermitano, ad esempio, le piazze con i suoi frequentatori di oggi e di un tempo, coppole, orologi in negozietti improvvisati o il venditore di semenza. Poco conta quanto lontani nel tempo o nello spazio siano i ritratti: c’è sempre un “punto di vista”, nel presente o nel passato, che sfugge in quella selezione, più o meno meditata, che è la nostra memoria. Assai gradita ogni fonte di arricchimento. (fonte: https://www.balarm.it/articoli/magazine/nino-giaramidaro-trentacinque-scatti-dal-68-ad-oggi-1309)

Mostre

AUTORIMAGO in mostra – Collettiva Fotografica presso Real Fonderia alla Cala di Palermo (Slide show)

Come spesso capita casualmente nella vita, talvolta anche in fotografia accadono incontri che rivelano sintonie inconsce che consentono di sviluppare tematiche che, seppur articolate dagli autori secondo linguaggi personali, si riconducono e si collegano ad un unico filo …… è questo il caso della collettiva fotografica “autorImago in mostra”.
“Le immagini esposte da Salvo Cristaudo esplorano un universo abitato dalle ombre più o meno marcate, ma sempre evidenti su vari tipi di superfici e trascurano deliberatamente gli insignificanti corpi che le proiettano.
Il reportage di un viaggio lungo il “Cammino di Santiago” realizzato da Antonio Ferrante non si limita a mostrare i luoghi del famoso pellegrinaggio, ma fornisce anche una serie di preziose informazioni relative al tragitto, alla spiritualità ed ai viaggiatori.
L’obiettivo di Toti Clemente ha scrutato attraverso spazi, ringhiere e varie aperture rivelando agli osservatori una realtà “parallela” solo apparentemente uguale a quella che avremmo osservato senza i suoi originali scatti da un punto di vista quasi indiscreto.
Nel corso di tutte le cerimonie religiose ormai siamo abituati ad incontrare i fotografi, ma il rito della Luce durante il quale Vincenzo Montalbano ha realizzato un garbato reportage, pieno di simboli sottili e di intensi significati, costituisce una manifestazione inconsueta, celebrata in occasione del solstizio d’estate presso la “piramide” di Motta d’Affermo ed ispirata agli antichi culti pagani.
L’ultimo, ma non ultimo, dei fotografi, Gregorio Bertolini, ha sagacemente combinato i versi profondamente ispirati di una sua poesia e i “vagheggiati” paesaggi non convenzionali del mare, della costa e dell’antistante isolotto di Isola delle Femmine, riuscendo a creare una atmosfera misteriosa, ma al tempo stesso capace di comunicare calma e tranquillità.
Parole accostate ad immagini, perché dopotutto dietro ogni fotografia c’è una storia da raccontare.” (tratto da articolo di Andrea di Napoli).

Immagini dei soci IMAGO: Gregorio Bertolini, Toti Clemente, Salvo Cristaudo, Antonio Ferrante e Vincenzo Montalbano.

Con la riduzione a sei delle foto di Antonio Ferrante, le stesse foto sono state presentste all’ARVIS di Palermo, via Giovanni Di Giovanni.

Montaggio. Salvatore Clemente (http://angolinodelfotoamatore.blogspot.it/)

Mostre

Marenostrum – IV Festival Internazionale Fotografia del Mediterraneo: “Mercati” (Slide show)

Collettiva fotografica degli autori IMAGO:
Gregorio Bertolini,
Salvatore Clemente,
Salvo Cristaudo,
Vincenzo Montalbano.

Inserita nella manifestazione “Marenostrum – IV Festival Internazionale di Fotografia” coordinato da Roberto Rubino e in programma a Mazara del Vallo dal 14 settembre al 4 ottobre 2018.

Selezione fotografica degli autori,

Montaggio di: Salvatore Clemente (https://angolinodelfotoamatore.blogspot.com/)

Copyright riservati

Mostre

ReSignifications, la mostra allo Zac, da un’idea del Premio Nobel Wole Soyinka (Slide show)

Studiosi, scrittori, artisti e attivisti culturali di tutto il mondo si sono riuniti a Palermo, nel cuore del Mediterraneo, per ragionare insieme su questioni di rappresentanza, migrazione, diaspora, commercio di schiavi, confine, mobilità, cittadinanza, e diritti umani. Di approcci storici e modi contemporanei in cui le voci nere sono spesso state messe a tacere. Domande che oggi sono ancora più rilevanti per ciò che sta accadendo nel Mediterraneo. ReSignifications non è solo un progetto del Premio Nobel e cittadino onorario di Palermo, Wole Soyinka, ma un impegno ad agire. Prima a Palermo, poi sul Mediterraneo a bordo di una nave. Una quattro giorni di dibattiti sulla diaspora africana e il tema della migrazione e una mostra che si è aperta il 7 giugno alle 18 allo ZAC dei Cantieri alla Zisa e che riunisce numerosi artisti africani tra cui Carrie Mae Weems, Fred Wilson, Zanele Muholi, Omar Diop, Mary Sibande e vari linguaggi espressivi: dalla pittura alla scultura alla videoart. L’evento fa parte del cartellone di Palermo Capitale Italiana della Cultura e tra i Collateral di Manifesta12.

(fonte: https://www.palermocapitalecultura.it/news/resignifications-la-mostra-allo-zac-da-unidea-del-premio-nobel-wole-soyinka/)