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ReSignifications, la mostra allo Zac, da un’idea del Premio Nobel Wole Soyinka (Slide show)

Studiosi, scrittori, artisti e attivisti culturali di tutto il mondo si sono riuniti a Palermo, nel cuore del Mediterraneo, per ragionare insieme su questioni di rappresentanza, migrazione, diaspora, commercio di schiavi, confine, mobilità, cittadinanza, e diritti umani. Di approcci storici e modi contemporanei in cui le voci nere sono spesso state messe a tacere. Domande che oggi sono ancora più rilevanti per ciò che sta accadendo nel Mediterraneo. ReSignifications non è solo un progetto del Premio Nobel e cittadino onorario di Palermo, Wole Soyinka, ma un impegno ad agire. Prima a Palermo, poi sul Mediterraneo a bordo di una nave. Una quattro giorni di dibattiti sulla diaspora africana e il tema della migrazione e una mostra che si è aperta il 7 giugno alle 18 allo ZAC dei Cantieri alla Zisa e che riunisce numerosi artisti africani tra cui Carrie Mae Weems, Fred Wilson, Zanele Muholi, Omar Diop, Mary Sibande e vari linguaggi espressivi: dalla pittura alla scultura alla videoart. L’evento fa parte del cartellone di Palermo Capitale Italiana della Cultura e tra i Collateral di Manifesta12.

(fonte: https://www.palermocapitalecultura.it/news/resignifications-la-mostra-allo-zac-da-unidea-del-premio-nobel-wole-soyinka/)

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Tango & Flamenco a Buenos Aires

Puerto Madero è una delle zone più gradevoli di Buenos Aires ed è un piacere autentico attraversare i suoi vivaci viali pieni di gente a qualsiasi ora del giorno. Fra gli elementi più attraenti della zona vi è il vistoso Puente de la Mujer (Ponte della Donna), opera dell’architetto Santiago Calatrava.

Puerto Madero dispone di alcuni tesori storici, ormeggiati lungo i suoi bacini: Fragata Sarmiento e la Corbeta Uruguay, due barche con molto da raccontare ai suoi visitatori!

Insieme all’antico porto vi è la Riserva Ecologica Costanera Sur, una riserva ecologica, come indica il suo stesso nome, con dei paesaggi sorprendenti a poca distanza dal centro della città.

Lo slide show è anche un reportage fotografico che documenta una imponente mostra all’aperto di immagini in bianco e nero inserita nell’ambito di una serie di manifestazioni sul flamenco realizzate nel corso del 2009.

Immagini e montaggio di Salvatore Clemente (http://angolinodelfotoamatore.blogspot.it/)

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“Nudes” – Prima antologica di Spencer Tunick – Z.A.C. Palermo – 13 aprile/2 giugno 2018

 

Nudi. Centinaia e migliaia. Volontari che accorrono per partecipare ad ogni suo progetto. Spencer Tunick racconta così il paesaggio, livellando la bellezza dei corpi senza veli, rendendo uguale uno agli altri. Palermo – Capitale Italiana della Cultura 2018 – ospita “Nudes”, l’antologica del fotografo americano che raccoglierà, per la prima volta, scatti realizzati in tutto il mondo, da Shanghai a Parigi, dall’Australia a Brooklyn.
La mostra di Spencer Tunick si è inaugurata – alla presenza dell’artista – venerdì 13 aprile alle 18 allo ZAC, il padiglione dedicato all’arte contemporanea nei Cantieri Culturali alla Zisa, dove resterà fino al 2 giugno. Le foto, stampate su 14 teli di grande formato, 3 metri per lato, offrono ai visitatori una sensazione di completa immersione negli scatti; uniti a 54 altre immagini di formato più ridotto. Spencer Tunick da molti anni fotografa nudi di volontari, che in migliaia rispondono ai suoi appelli, rendendo proprio i corpi, parte integrale dei paesaggi, naturali o urbani. Solo in pochi casi, Tunick ha ritratto nudi individuali o in piccoli gruppi, inseriti comunque in situazioni insolite. Con le immagini, in questa antologica, giungono i video che raccontano il complesso lavoro dietro le quinte, che conduce alla realizzazione di ogni immagine.
La mostra, curata da Gerald Matt, è un progetto sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, dalla Gam/Galleria d’Arte Moderna. Organizzazione dell’Accademia degli Offuscati. Spencer Tunick è nato a Middletown nel1967. Ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, ha iniziato a fotografare nudi nelle vie di New York nel 1992. Due anni dopo viene arrestato al Rockfeller Center di Manhattan perché camminava in compagnia di una modella completamente nuda. Negli Stati Uniti nasce il suo progetto “Naked” che poi sarà a Londra, Lione, Melbourne, Montréal, Caracas, Santiago, San Paolo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. Nel giugno del 2003 sono 7000 le allargato persone che posano per Spencer Tunick a Barcellona. Quattro anni dopo, diventeranno 18 mila a Città del Messico, raccolte a el Zócalo, la piazza principale della città.
I modelli sono sempre dei volontari. Spencer Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera, che molti definiscono una semplice “manifestazione sociale”, a sostegno della libertà di espressione. Dalle sue immagini scaturisce invece la tensione del lavoro, e soprattutto una riflessione sul concetto di pubblico e privato, individuale e collettivo. Ogni scatto di Tunick racconta un’azione livellatrice sul corpo (o sui corpi). Cfr. fonte: http://www.palermotoday.it/eventi/mostra-nudes-spencer-tunick-zac.html

Reportage fotografico delle opere in mostra e montaggio: Salvatore Clemente (https://angolinodelfotoamatore.blogspot.it/)

Brano musicale: The Sun is Scheduled to Come Out Tomorrow di Chris Zabriskie (brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)
Fonte: http://chriszabriskie.com/honor/
Artista: http://chriszabriskie.com/

 

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Palermo – Palazzo Bonocore: “World Press Photo 2017” (Slide show)

 

Immagini dell’edizione 2017 della più importante e prestigiosa mostra di fotogiornalismo.

“Palermo – Prosegue con successo la mostra fotografica relativa al World Press Photo 2017, in corso a Palermo fino al prossimo 24 settembre, all’interno di Palazzo Bonocore. La manifestazione che propone i prodotti di maggiore qualità del fotogiornalismo internazionale, sta riscuotendo, infatti, ampi consensi e l’entusiasmo dei numerosi visitatori che partecipano con interesse anche agli eventi artistici ad essa collegati.Un folto pubblico, composto prevalentemente da addetti ai lavori, ha affollato la “sala degli specchi” di Palazzo Bonocore specialmente in occasione delle prime due conferenze (delle quattro in programma) tenute dai noti fotografi invitati dagli organizzatori. Introdotto dal presidente di Cime, Vito Cramarossa, il fotografo iraniano Manoocher Deghati, lo scorso 2 settembre, ha tenuto una sorta di “lectio magistralis” relativa all’attività svolta e al materiale fotografico prodotto nella sua lunga carriera. L’esperienza personale, vissuta dal reporter, spiega la sua sensibilità ai problemi di coloro che sono costretti ad abbandonare la propria terra. Nel suo caso si è trattato delle inaccettabili limitazioni della libertà, imposte dal potere politico, a spingerlo a lasciare il suo Paese. Anche a causa dei sanguinosi conflitti che frequentemente scoppiano in ogni angolo della Terra o in seguito alle disastrose catastrofi naturali che si abbattono sulle città e sulle campagne, milioni di persone sconvolte, dopo avere perso tutto quello che avevano, cercano scampo fuggendo immediatamente lontano. Le fotografie mostrate agli attenti ascoltatori dal maestro di origini medio-orientali, ma, ormai, cittadino del mondo, documentano, con grande abilità tecnica e profonda partecipazione, tanti episodi diversi e lontani tra loro nel tempo e nello spazio, che hanno avuto come medesima conseguenza la creazione di vittime infelici e di profughi disperati.Il secondo fotografo ad incontrare i visitatori della mostra è stato Gianni Cipriano. La conferenza del fotogiornalista siciliano che ha anche lavorato negli Usa si è svolta il 9 settembre e le tematiche trattate si sono rivelate estremamente attuali. Con la giusta attenzione per i particolari più significativi, il brillante fotografo ha portato avanti dei progetti originali, indagando sul tessuto sociale ed economico al quale appartengono alcuni individui caratteristici della “assortita” popolazione americana, sulle loro occupazioni e sui quartieri in cui vivono. Negli ultimi anni, invece, Cipriano ha concepito un modo personalissimo di rappresentare, assolutamente in bianco e nero, i vari personaggi che frequentano il mondo della politica italiana.La prossima conferenza sarà tenuta dal fotoreporter Mathieu Willcocks, sabato 16 settembre alle ore 17.30, mentre l’intervento del “freelance” Francesco Bellina avverrà il 23 settembre allo stesso orario, durante l’incontro conclusivo ed alla vigilia del “finissage” della tappa palermitana del WPP.La mostra fotografica World Press Photo 2017, patrocinata dal Comune di Palermo e dalla Regione Siciliana, sarà aperta al pubblico fino al 24 settembre presso Palazzo Bonocore, in piazza Pretoria n°2.” (Articolo di Andrea di Napoli)

Immagini e montaggio: Salvatore Clemente (http://www.salvatoreclemente.blogspot.com)

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Racconigi

 

Racconigi (Racunis in piemontese) è un comune italiano di 10.094 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. È noto ai più per il suo castello, residenza dei reali sabaudi, dove nacque l’ultimo Re d’Italia.
« […] Adagiata pigramente / nella verde campagna / disegna al sole / camini del tempo / tra campanili di fede / e porge ai passanti / il Castello reale, / biglietto da visita / di giorni di fama. / Quando l’inverno / stempera i colori / lacrimando nel viale / le ultime foglie / s’avvolge nella nebbia / ovattando le vie sognanti / dell’antico borgo […] »
(Costanzo Liprandi, Racconigi)
Racconigi si trova nella pianura alluvionale che, stretta tra le ultime propaggini delle alpi Cozie e delle colline del Roero, si estende tra Torino e Cuneo. In termini più specifici si tratta di un altipiano posto ad un’altezza che varia tra i 180 e i 400 metri s.l.m. Posto al limite settentrionale della Provincia di Cuneo, il territorio comunale è prevalentemente pianeggiante e si estende su una superficie di poco più di 48 km², ad un’altezza media di 260 m s.l.m. Sono assenti rilievi. Il territorio è leggermente declinante in direzione nord.
Viene attraversato dal torrente Macra, dal suo tributario Mellea e da numerosi canali. Al confine settentrionale del comune si trova la foce del Macra che confluisce nel Po. La zona è ricca di risorgive e il terreno, tra i più fertili della provincia, è adatto alla coltivazione intensiva di prodotti cerealicoli. I boschi che un tempo ricoprivano gran parte della campagna sono stati sostituiti da piantagioni di pioppi. Sebbene frutto dell’opera dell’uomo, è notevole il bosco-parco del Castello di Racconigi che si estende per circa 180 ettari con piante autoctone che superano i 150 anni di età.
Dal 1985 è stato istituito in frazione Stramiano il Centro Cicogne e Anatidi Racconigi per la protezione della fauna avicola e la reintroduzione di specie in via di estinzione come la Cicogna bianca e il Gobbo rugginoso.
Fotografie e montaggio: Salvatore Clemente (http://salvatoreclemente.blogpot.com)

 

 

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“Inmensa Luz. Mostra fotografica della collezione ENAIRE” (Slide show)

INMENSA LUZ è un progetto espositivo di opere fotografiche della Collezione ENAIRE. Sono stati selezionati 19 autori e 34 fotografie mai esposte al di fuori del territorio spagnolo.
Il filo conduttore della mostra è l’impalpabile materia prima della fotografía: la luce che ci avvicina, ci rende fratelli e figli del Mediterraneo. Ogni fotografo ha lavorato con la luce, e ha fatto in modo che sfiorasse e rivelasse luoghi, oggetti, persone e momenti. INMENSA LUZ è un omaggio alla luce, senza la quale non c’è vita, nè fotografia.
In questa mostra sono presenti artisti di caratura internazionale e premi nazionali di fotografia come José Manuel Ballester, García-Alix, Chema Madoz, Daniel Canogar, etc; artisti di importanza consolidata come Javier Riera, Almalé Bondía, Dionisio González, Maider López, etc.; artisti altrettanto giovani che apportano un rinnovamento importante nel panorama artistico spagnolo con incoraggianti prospettive, quali: Victoria Diehl, Irene Cruz o Lola Guerrera. (fonte: http://palermo.cervantes.es/FichasCul…)

Fotografie e montaggio: ESSEC – Salvatore Clemente (http://salvatoreclemente.blogspot.it/)

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Botero a Palermo – Fondazione Federico Secondo: “Via Crucis – La pasiòn de Cristo” (Slide show)

“Via Crucis, la pasiòn de Cristo” di Fernando Botero è una mostra fantastica, assolutamente da non perdere.
Una delle domande più frequenti fra i credenti e non credenti è sempre stata: “Ma se Cristo ritornasse ai nostri giorni tra gli uomini, cosa accadrebbe?”. Ecco, Botero, con la sua splendida mostra “Via Crucis – La pasiòn de Cristo”, ha risposto a questo quesito oltre ogni immaginazione.
Una mostra unica che, sgombrando il campo da ogni bigotto preconcetto, mostrandosi con infinita apparente leggerezza, risulta intensa e, a mio parere, piena di un misticismo assai lontano dalla chiesa cattolica e da qualunque altro “fondamentalismo umano”.

Nel caso, si osserva come l’Enciclopedia Treccani definisce misticismo l’atteggiamento spirituale, e conseguente pratica di vita, che tende all’unione con l’assoluto mediante il superamento dei limiti dell’esperienza sensibile o l’annullamento della personalità individuale. In senso storico-religioso si chiama m. un tipo di comportamento religioso teso a un continuo contatto con il mondo del sacro, riducendo progressivamente lo spazio di vita ‘profano’ (http://www.treccani.it)

Fotografie e montaggio: Salvatore Clemente (http://salvatoreclemente.blogspot.it/)

Brano musicale: “Yellow Sky” tratto dall’omonimo album degli “INDICATIVE” – Prodotto da “QANAT Records” (https://www.facebook.com/indicative?h…)